
Non c'era talco contaminato d'amianto, alla Olivetti, già dal 1978. Lo hanno affermato gli avvocati della difesa di Carlo De Benedetti, l'altra mattina, nel corso della decima udienza a Ivrea per le morti sospette d'amianto negli stabilimenti dell'azienda eporediese. Dall'archivio storico dell'Olivetti, i difensori di De Benedetti hanno richiesto 101 documenti che dimostrerebbero l’acquisto da parte dell'azienda di talco non contaminato da tremolite di amianto già nel 1978. Secondo le indagini della procura di Ivrea, che ha chiamato a giudizio 17 persone accusate a vario titolo di concorso in omicidio colposo e lesioni, quel prodotto fu sostituito soltanto nel 1986. I campioni analizzati nel 1981 dal Politecnico di Torino, però, avrebbero dimostrato già allora la presenza del talco e la sua pericolosità nelle lavorazioni.
Sono previste ancora quattro udienze poi, il 18 luglio, è attesa la sentenza di primo grado. Questo il calendario che il giudice Elena Stoppini ha comunicato l'altra mattina alle parti. Il fatto che l'Olivetti avesse sostituito il talco prima del 1981 era emerso anche nel corso delle due precedenti udienze. Le analisi scientifiche non hanno trovato traccia della tremolite, secondo la difesa, in diverse occasioni. Tanto che i periti della difesa Telecom hanno ipotizzato che i dipendenti ammalati di mesotelioma avessero contratto la malattia prima ancora di andare a lavorare a Ivrea e negli altri stabilimenti del gruppo Olivetti in Canavese.








