
Condanne a raffica nella sentenza di primo grado del processo volto ad accertare le responsabilità di amministratori e dirigenti della società Olivetti per il reato di lesioni personali colpose e omicidio colposo. Il tutto relativo ai decessi di ex dipendenti, causati da malattie contratte a seguito di esposizione all’amianto. Fatti avvenuti svolgendo specifiche mansioni all’interno degli stabilimenti di Ivrea, Agliè e Scarmagno. Oltre alle condanne è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno per le vittime e a tutte le parti civili costituite. Tra queste la città di Ivrea cui è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno, da richiedere e quantificare però in sede civile, ed il rimborso delle spese legali sostenute per la costituzione di parte civile.
Il sindaco Della Pepa, presente in aula alla lettura del dispositivo, ha commentato la sentenza ai microfoni dei tanti giornalisti presenti: «Non si può esprimere un commento di soddisfazione quando si parla di vicende che riguardano persone scomparse e la sofferenza delle famiglie che oggi combattono con malattie fatali, ma il processo ha fatto chiarezza sulla gestione del problema amianto negli anni più recenti della storia Olivettiana e dato una risposta ad una domanda di verità che si elevava dalle famiglie colpite e dal territorio tutto. Questo era il risultato a cui la Città teneva e per il quale ha scelto di essere parte nel processo».
Il sindaco ha espresso parole di vicinanza alle famiglie che stanno vivendo in questi anni il dramma della scoperta di questa malattia e ha evidenziato come la sentenza testimoni anche, per i tempi di procedimento, l'efficienza del tribunale e degli uffici della procura di Ivrea. «Sicuramente - sottolinea il sindaco - la sentenza consegna oggi un giudizio pesante sugli anni più recenti di gestione della Olivetti, anni in cui è stato, almeno per quanto riguarda la gestione del rischio amianto, forse tradito quello spirito di attenzione per i lavoratori che ha reso unica la storia della nostra fabbrica e l’immagine di Adriano Olivetti nel mondo. Toccherà alla Città di Ivrea il compito primo di tutelare e valorizzare quella gloriosa storia proprio per quei valori che ha saputo testimoniare: il rispetto del lavoro e delle persone prima della logica del profitto, la tutela e la valorizzazione del territorio in una sinergia totale tra la Città e la Fabbrica».








