
PRATIGLIONE - «Oggi, grazie al nostro legale Davide Tirozzi, abbiamo avuto una grande soddisfazione, perché è stata evitata la chiusura del caso Saccoman. Noi continueremo a sostenere la famiglia della giovane vittima e chiederemo che vengano applicate le pene. Purtroppo, senza una legge giusta non finirà mai la carneficina sulle strade italiane». Sono le parole di Alberto Pallotti, presidente dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Odv (AIFVS), che continua: «Insieme al vicepresidente dell'Associazione, Biagio Ciaramella, saremo presenti alla prossima udienza, che è fissata per il febbraio 2023. Sosterremo la famiglia della vittima e non accetteremo riti abbreviati o patteggiamenti: chiediamo giustizia per le vittime e le loro famiglie. Vogliamo processi giusti, vogliamo capire chi ha sbagliato, perché sono troppi i giovani che perdono la vita sulle strade. Noi siamo la voce delle vittime».
Manuel Saccoman ha perso la vita a soli 23 anni, nel 2019, in uno scontro con un’auto a Forno Canavese. Il processo per la sua morte è iniziato due anni dopo e l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada ODV è stata ammessa, nel dicembre scorso, tra le parti civili. Nell’udienza di ieri, è stato chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato.
«Abbiamo ottenuto un risultato molto soddisfacente grazie anche all’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e ai genitori della vittima, che hanno voluto insistere per avere giustizia e chiarezza», dichiara Davide Tirozzi, avvocato dell’Associazione Vittime della Strada e della famiglia Saccoman, che aggiunge: «Siamo riusciti a ottenere il rinvio a giudizio dell’imputato, nonostante un’iniziale archiviazione e una iniziale richiesta di non luogo a procedere. Il giudice ha ritenuto di dover approfondire e ha rimandato il procedimento al 24 febbraio 2023 davanti al giudice monocratico del tribunale di Ivrea. Saremo presenti e continueremo a combattere per fare ottenere giustizia alle vittime».
Giustizia chiede anche la mamma di Manuel, Piera Girot, presente all’udienza, che ringrazia l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e «l’avvocato Tirozzi, sempre vicini alla mia famiglia. Oggi si è svolta un’altra udienza per la morte di mio figlio Manuel, abbiamo corso il rischio che il caso venisse archiviato. Invece il giudice ha deciso il rinvio a giudizio. Sono soddisfatta, anche se mio figlio nessuno me lo riporta indietro».








