
In una serata aperta a tutta la popolazione, venerdì nel salone comunale, si è svolta la commemorazione del «Giorno della Memoria». «In collaborazione con le insegnanti della scuola primaria - spiega il vicesindaco Alessandro Boldini - abbiamo allestito un programma da presentare alla popolazione ed alle famiglie degli alunni. Commemorare la Shoa, rendendo attori della serata i bambini delle scuole, è stata l’idea portata avanti dalle maestre con la collaborazione dell’amministrazione. La scuola negli insegnamenti a riguardo di ciò che è stato e ciò che non dovrà più essere, è il primo passaggio al quale dedicare attenzione e nelle canzoni e nelle poesie che i bambini hanno recitato, era racchiusa la tristezza di quei tragici eventi ma anche la speranza che questi non tornino».
Alla serata ha partecipato Quinto Buffo, testimone oculare e vittima del periodo di Guerra. Dall'alto dei suoi suoi 101 anni, Buffo ha raccontato alcuni episodi vissuti, dal reclutamento nell’Arma dei Carabinieri, alla deportazione, dalla prigionia alla fuga e finalmente, il suo ritorno a Prascorsano. Quinto, ha poi ricevuto durante la serata, il saluto del comandante dei carabinieri di Cuorgnè, Gianni Collerio, e del Presidente dell’associazione nazionale carabinieri Bernardi che, lo ha omaggiato del calendario 2014 dell’Arma e gli ha appuntato una spilla ricordo.
«Abbiamo avuto anche il piacere di poter raccontare, grazie all’intervento dei nipoti, la storia di “Mamma Tilde”, la signora Clotilde Roda Boggio, di Cuorgnè, che il 19 settembre del 1986 ricevette dal Console di Israele l’attestato e la medaglia di “Giusta fra le Nazioni” per aver umilmente accettato, nonostante le modeste condizioni di vita, di prendere in custodia un bambino che era rimasto solo dopo che i genitori vennero deportati. Ringrazio a nome dell’amministrazione comunale - aggiunge il vicesindaco - le maestre della scuola ed il maestro di musica, Jimmi, per il lavoro svolto e per l’ottimo risultato, i genitori ed i bambini, i nipoti di “Mamma Tilde” per la loro testimonianza e Quinto Buffo per i preziosi ricordi che ogni volta si presta a raccontarci. Infine un grazie ai carabinieri di Cuorgnè e all'associazione nazionale carabinieri».















