
Si è spento l'altra notte l'appuntato Quinto Buffo, 104 anni, il carabiniere in congedo più longevo del Piemonte, il secondo in Italia. A gennaio, a Prascorsano, il centro dell'alto Canavese dove abitava dal 1964, Buffo è stato celebrato dai vertici dell'Arma e dal sindaco Piero Rolando Perino insieme al colonnello Emanuele De Santis.
Buffo, ultimo di cinque figli, si arruola nel 1933: è destinato agli Alpini ma per garantirsi uno stipendio, fa domanda per i carabinieri reali. E viene preso. Dopo un breve periodo alla Cernaia di Torino viene spedito a Rodi e poi a Creta. Quando arrivano i tedeschi, l'appuntato si occupa del servizio postale. Scappa una prima volta (con il nome di Stefano Biestra), gira diversi paesi d'Europa a piedi e in treno ma viene poi arrestato e rinchiuso nel campo di prigionia polacco di Sagan. In cella contrae la malaria e il tifo: sopravvive per miracolo. Quando arrivano i russi, nel maggio del 1945, riparte alla volta dell'Italia che raggiungerà solo a Natale, sempre dopo lunghi viaggi a piedi.
«Nel 1946 avevo già fatto dieci anni il carabiniere più la prigionia - raccontava l'appuntato - non avevo più voglia di divise e armi. Ero stufo, volevo proprio smettere. Andai comunque in caserma, a Torino, e mi diedero due mesi di licenza. Fu un periodo di riflessione. Poi ho pensato che avevo una vita da ricominciare e sono tornato in servizio». Sempre «on the road», perchè Quinto Buffo ha poi lavorato come autista nell’Arma a Caselle, Torino e Venaria. Nel 1964 la decisione di tornare in Canavese, dove, giunto alla pensione, ha anche lavorato per un'azienda di trasporti.
Domani pomeriggio i funerali.








