PONT - Presidio dei lavoratori davanti ai cancelli della Sandretto
Presidio permanente dei lavoratori, da questa mattina, davanti ai cancelli della Sandretto di Pont Canavese. Lo hanno deciso gli stessi dipendenti preoccupati dalla possibilità che la proprietà dell'azienda, dopo aver annunciato la liquidazione, decida di portare via dallo stabilimento di Pont macchinari e prodotti. Il presidio andrà avanti ad oltranza. Ieri, negli uffici dell’assessorato regionale al Lavoro, si è svolto un incontro tra Sandretto Spa e i sindacati, alla presenza dell’Unione Industriale di Torino, di FinPiemonte e del sindaco di Pont Canavese. 
 
Durante il vertice, convocato dall’assessora Gianna Pentenero dopo l’annuncio dell’azienda della messa in liquidazione della società, l’amministratore unico di Sandretto Spa, Fausto Ventriglia, ha raccontato le difficoltà di mercato legate alla produzione delle presse, i cui costi di produzione sarebbero troppo alti rispetto ai ricavi. Di qui l’intenzione di dismettere quella linea produttiva, concentrandosi esclusivamente sui ricambi e sulla produzione di stampanti 3D. Dichiarazioni, secondo l’assessora Pentenero, totalmente in contraddizione con quanto l’azienda ha raccontato nei tavoli di monitoraggio che si sono succeduti nei mesi scorsi in Regione. 
 
«In più occasioni – spiega Pentenero – l’azienda ci ha raccontato che stava riprendendo la produzione, tanto che si era resa necessaria l'assunzione di 12 nuovi lavoratori e c'erano commesse per una dozzina di macchine. Ora, improvvisamente, scopriamo che il piano industriale non è sostenibile e produrre a Pont anti-economico. Pare quantomeno strano che l'azienda abbia impiegato tre anni, nel corso dei quali ha tra l'altro beneficiato del sostegno pubblico attraverso la cassa integrazione, per rendersi conto che le presse non hanno mercato. Visto che il presidente Ventriglia sostiene la necessità di diversificare il processo produttivo, ora ci aspettiamo che presenti un nuovo piano aziendale, credibile, che consenta il mantenimento dell’attività nel Canavese e la tutela dei posti di lavoro».
 
L’incontro è stato aggiornato al 28 luglio. Nel frattempo, l’azienda elaborerà una nuova proposta industriale da presentare al ministero, insieme alla richiesta di rinnovo della cassa integrazione (visto che quella attualmente in corso scadrà il 18 settembre), entro il 18 agosto. In presenza di un esito positivo, la proprietà si è detta disponibilità a ritirare la procedura di liquidazione.