PONT - La Sandretto sempre più in bilico: l'azienda potrebbe ritirare la procedura di liquidazione
La trattativa per salvare la Sandretto di Pont Canavese va avanti. Ma la distanza tra le parti, per ora, resta piuttosto ampia. L'azienda, ieri sera, ha comunque confermato l'intenzione di ritirare la procedura di liquidazione. «In riferimento al tavolo di trattativa aperto alla Regione Piemonte - si legge in una nota - la direzione Sandretto conferma la possibilità di ritirare la liquidazione nel caso di un aiuto finanziario esterno alla cooperativa che si è resa disponibile alla gestione del reparto ricambi. Si auspica che la Regione possa intervenire in tal senso magari per una cooperativa gestita da una parte degli stessi lavoratori Sandretto, come aveva evocato l'assessore Pentenero». 
 
Secondo l'azienda, «in tal caso sarebbe possibile l'attivazione di una nuova cassa integrazione e il richiamo progressivo di parte del personale che potrebbe quindi lavorare al completamento delle presse in workflow». Quanto alle dichiarazioni di alcuni sindacalisti riguardanti l'uscita di macchinari o di attrezzature indispensabili alla produzione la direzione Sandretto precisa che si tratta di «pure illazioni» e ribadisce che, in ogni caso, il materiale in dotazione alla Sandretto Spa è di proprietà privata della stessa azienda.
 
Strada in salita, insomma, perchè pur nella disponibilità di ritirare la procedura, l'azienda non lo farà in autonomia ma solo dopo che le verrà lanciata un'ancora di salvezza. E, al momento, non ci sono garanzie sulla ripresa della produzione nello stabilimento di Pont Canavese. Condizione minima per avviare le trattative, secondo la Fiom-Cgil. Il presidio dei lavoratori davanti ai cancelli dell'azienda, insomma, è destinato a proseguire. La situazione di stallo, dovuta anche al periodo estivo, di certo non aiuta a dare risposte concrete ai 127 dipendenti che rischiano il posto di lavoro.