PONT - Transumanza, l'antico rito diventa una grande festa
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L'anno scorso c'erano migliaia di persone ad applaudirle. Le mucche, grandi protagoniste della festa della Transumanza 2013. L'antico rito che diventa festa a Pont, grazie alla sapiente macchina organizzativa che, da tre anni a questa parte, ha saputo trasformare il ritorno delle mandrie dall'alpeggio in una vera e propria sagra paesana. Con visitatori da ogni parte del Piemonte.

Il clou proprio oggi con la grande «sfilata» delle mucche in arrivo dai pascoli delle valli Orco e Soana. In contemporanea, i visitatori potranno passeggiare tra le bancarelle del mercatino dei margari, «incontrare» le mucche al pascolo alla Torre Tellaria, gustare i menù della montagna e ballare in piazza con la musica occitana dei «Li Barmenk». Per i più piccoli (che l’anno scorso sono arrivati a centinaia per vedere sfilare le mucche) la «Transumanza junior»: caccia al tesoro, passeggiate in asinello e un parco giochi realizzato interamente con il fieno.

«La manifestazione - spiegano gli organizzatori - si svolgerà con qualsiasi condizione meteo». Insomma la transumanza è più forte di tutto. Le previsioni per oggi, tra l'altro, lasciano ben sperare. Cielo coperto ma assenza di precipitazioni. E che festa sia.

Nella foto gallery alcune immagini dell'edizione 2012.

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Un allegro suono di campanacci
 
Transitano stanche dal lungo cammino le mucche con i loro padroni che con loro hanno condiviso la fatica in primavera nel riasalire sulla montagna agli alpeggi. O come si dice in linguaggio burocratico monticanza. Ma per ritornare alle origini di questo antichissimo rito dal fascino sempre nuovo i proprietari delle mucche sono risaliti in primavera alle “malga”, parola antica che viene fatta risalire a una lingua “pelatina” a ricordare che essa non è solo l’edificio dove si producono il formaggio e gli altri latticini freschi. Essa infatti è costituita dall’insieme di pascoli, boschi, pozze, ruscelli e dalla fauna che li popola, inclusi gli animali allevati e quelli selvatici. La malga quindi è una vera e propria cellula vitale dell’ecosistema globale. 
Questa ricchezza è l’economia che ci permette di sfamarci anche senza il mercato globale e non patisce nessun spread ma ha sofferto troppo a lungo l’indifferenza  dei governanti, che se a parole per motivi elettorali, la imbonivano poi nei fatti quasi nessun aiuto. Alla fine dell’estate c’è il ritorno a valle, il ritorno in pianura con  il rito gioioso della trasumanza, lemma che deriva dal francese. La transumanza è una pratica antica della pastorizia. Porta alla mente immagini di rifugi persi fra i monti che vengono aperti solo per una stagione all'anno, durante il cosiddetto alpeggio, in cui si svolge l'industriosa opera del pastore che prepara il formaggio nuovo, e di lunghe teorie di animali in branco che vengono guidati per lunghe distanze sopra i corpi massicci delle nostre valli alpine. 
La trasumanza di oggi mi ricorda la trasumanza forzata di poveri esseri umani che dopo essere stati resi schiavi e depredati dagli scafisti annegano nella quotidiana indifferenza di noi italiani bensensanti. Certo per loro non ci sono folle di bambini che accompagnano per un breve tratto le possenti mucche di razza valdostana e piemontese nostrana, solo il mare cinico come le nostre odierne coscienze è testimone della loro tragedia. (Giorgio Cortese)