PONT - Green pass anche in biblioteca: si dimette per protesta un componente della commissione

PONT - Non solo musei e mostre. Anche per accedere alle biblioteche, da venerdì scorso, 6 agosto, è obbligatorio il green pass. L’articolo 3 del Decreto-Legge 23 luglio 2021, n. 105 parla di carta verde per «musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre». Secondo il Codice dei Beni Culturali, negli «altri istituti e luoghi della cultura» ricadono anche siti archeologici, monumenti e biblioteche e archivi. Una decisione che sta facendo molto discutere, anche in Canavese. Una scelta inopportuna per Marino Pasqualone, che ha deciso di dimettersi da componente della commissione della biblioteca.

«Prendo atto che per accedere alla biblioteca civica di Pont servirà il green passo o, in alternativa, aver effettuato nelle 48 ore precedenti un test molecolare o antigienico rapido negativo (con costi a carico dell’utente) e che esentati da tale certificazione sono unicamente i ragazzi fino a 12 anni di età e i soggetti esenti sulla base di certificazione medica. Per quanto mi riguarda, dopo questa decisione assurda e per certi versi grottesca, mi dimetto pur con dispiacere ma con effetto immediato ed irrevocabile, in segno di protesta e dissenso da questa normativa, da componente della commissione biblioteca – ha scritto in una lunga lettera, inviata al sindaco Bruno Riva e all’assessore alla cultura Massimo Motto, Pasqualone – Tale decisione governativa è del tutto priva di qualunque valenza sanitaria (non si è mai avuto notizia di focolai scoppiati nelle biblioteche). Impedisce di fatto anche a ragazzi non vaccinati dai 12 anni in su, privi di “lasciapassare verde”, l’accesso ad un luogo primario di formazione e promozione culturale quale è la biblioteca civica, creando una ingiustificata discriminazione nella fruizione di un servizio finanziato dalle tassi di tutti i cittadini (siano essi vaccinati o non vaccinati)».

Pasqualone spiega i motivi della sua decisione, invitando tutti, per «un risveglio delle coscienze e del libero pensiero», a leggere il saggio «La disobbedienza civile» di Henry David Thoreau: «Pur comprendendo che l’Amministrazione comunale si trova a dover applicare una normativa nazionale, mi chiedo e vi chiedo fino a che punto intendiamo accettare supinamente compressioni delle libertà sancite dalla nostra costituzione Repubblicana, senza porci la domanda su quanto esse siano veramente giustificate e/o proporzionate alla situazione emergenziale contingente. Sono ben conscio che questo mio gesto solitario non smuoverà di una virgola chi decide delle nostre vite e delle nostre libertà, ormai diventata una gentile concessione di organi politici-burocratici, ma accettare qualunque cosa anche la più inutile e discriminatoria, senza battere ciglio e con rassegnazione, ritengo personalmente sia ormai diventato per troppi un virus ben più potente e pericoloso di quello che si dice di voler combattere».