PONT CANAVESE - Via Sandretto non tornerà a chiamarsi via Marconi: i residenti perdono il ricorso al Tar

PONT CANAVESE - Via Sandretto non tornerà a chiamarsi via Marconi. Lo ha stabilito il Tar Piemonte che ha respinto un ricorso presentato da due cittadini di Pont Canavese. Il nome della via venne sostituito a fine 2014 in omaggio alla memoria dell'industriale Modesto Sandretto, a dieci anni dalla sua morte, dall'amministrazione comunale del sindaco Paolo Coppo (nella foto un momento della cerimonia). Dopo una raccolta firme e due esposti al prefetto di Torino, i residenti scelsero la strada del tribunale amministrativo regionale. Dopo sette anni è arrivata la sentenza. 

Sotto accusa la mancanza d’informazioni tempestive, i disagi e i costi (presunti) che la modifica della toponomastica avrebbe portato ai cittadini. E dire che l'intitolazione a Sandretto riguardava, solo la parte terminale di via Guglielmo Marconi, proprio di fronte all’ex Manifattura del paese, dal civico 20 al 30 sul lato destro e dal civico 27 al 33 sul lato sinistro. La stessa prefettura aveva dato il via libera sentita la Deputazione di Storia Patria e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici.

Il Tar ha bollato come in parte irricevibile ed in parte inammissibile il ricorso presentato dai residenti. «Il ricorso è stato notificato soltanto in data 13 marzo ma è provato - scrivono i giudici - sulla base dei documenti prodotti in giudizio, che i ricorrenti fossero già a conoscenza della delibera impugnata, quanto meno a partire dal 24 settembre 2014, data in cui hanno sottoscritto la richiesta al Comune di rivedere la decisione di modificare l’intitolazione della via Marconi, tenuto conto che nella petizione erano riportati puntualmente gli estremi della deliberazione della Giunta che, peraltro, era stata trasmessa con posta ordinaria a tutti i residenti interessati; ai fini processuali, la legge non prescrive la comunicazione individuale del provvedimento che dispone il cambio di denominazione di una strada, cosicché il termine per l’impugnazione dovrebbe essere comunque computato dalla scadenza della pubblicazione del provvedimento all’Albo Pretorio e, pertanto, dal 9 settembre 2014». 

E inoltre: «Il ricorso è inammissibile per l’omessa impugnazione del decreto di autorizzazione del Prefetto di Torino del 29 gennaio 2015 e della successiva deliberazione della Giunta comunale del 2 febbraio 2015 con i quali è stato portato a conclusione il procedimento di variazione della toponomastica».