
Troppo freddo nelle scuole di Pont Canavese. Tanto che la preside arriva a giustificare le famiglie che terranno a casa i figli. Dopo una settimana di disagi non si è ancora risolto il problema delle caldaie andate in blocco lunedì, dopo lo stop del weekend, sia alla scuola elementare che alla scuola media. Circostanza quantomeno anomala dal momento che il guasto si è verificato contemporaneamente in entrambi i plessi. «La ditta sta intervenendo e speriamo possa risolvere il problema senza ulteriori disagi - dice il sindaco Paolo Coppo - appena arrivata la segnalazione dalla scuola abbiamo sollecitato l'intervento dei tecnici. Tra l'altro è appena cambiata la ditta che si occupa della manutenzione perchè il contratto con quella precedente era scaduto».
Ieri, dopo le proteste dei genitori, la preside Loredana Meuti ha spedito un avviso alle famiglie. «In merito al problema del cattivo funzionamento degli impianti di riscaldamento nelle scuole si comunica che questa direzione ha attivato fin dal primo giorno in cui è stato segnalato il problema tutte le procedure necessarie per chiedere l'intervento dei tecnici affinché fosse ripristinata la situazione di normalità».
Purtroppo qualcosa è andato storto: i problemi sono emersi lunedì (con gli allievi costretti a seguire le lezioni con guanti e giubbotti) ma, a ieri, ancora non erano stato risolti. «La ditta che si occupa del riscaldamento è intervenuta, tuttavia nei locali dei plessi scolastici si è rilevata una temperatura di 16-17 gradi che ha richiesto un ulteriore sollecito di intervento che risolva in modo definitivo il problema», dice ancora la preside,
Che poi aggiunge: «In attesa delle soluzione, i cui tempi non sono noti, si chiede alle famiglie per la salvaguardia della salute dei bimbi e dei ragazzi di dotare i propri figli di un abbigliamento adeguato per poter frequentare le lezioni senza conseguenze per la loro salute. Al momento, nell'impossibilità di sapere se lunedì, al rientro da tre giorni di chiusura, la situazione esposta e segnalata al Comune, sarà risolta, le famiglie saranno libere di valutare se mandare a scuola i propri figli la cui assenza sarà giustificata da questa direzione».








