
In questi giorni a Pont Canavese riprenderanno con degli accertamenti mirati le ricerche di Elisa Gualandi, la 54enne dipendente del Comune di Torino sparita nel nulla dopo essere uscita di casa lo scorso 6 giugno. La donna si era appena trasferita a Pont. La procura di Ivrea ha aperto un fascicolo per sequestro di persona. Un atto dovuto dal momento che, stando alle indagini dei carabinieri, la pista più accreditata è quella dell'incidente. Ieri le ricerche, ancora senza esito, si sono concentrate nella zona vicino all'abitazione della donna, lungo la provinciale 47 che porta in Valle Soana.
Nonostante i dubbi e gli appelli dei famigliari, infatti, le indagini dei carabinieri, supportate dalle analisi tecniche di tabulati, telecamere e quant'altro, non hanno portato a riscontri oggettivi in merito alla possibilità che una seconda figura possa essere coinvolta nella scomparsa della Gualandi. Alcune ricostruzioni, decisamente fantasiose (come quella del presunto prelievo di 100 mila euro da parte della donna prima della scomparsa), sono state smontate dagli inquirenti. Vere e proprie invenzioni che hanno generato solo ulteriore confusione.
E se anche la procura, adesso, esclusa l'azione violenta, tende a considerare la donna vittima di un incidente o di un suicidio, resta il mistero per una scomparsa alquanto anomala. Oltretutto senza alcun motivo. La Gualandi si era trasferita a Pont Canavese per ricominciare una vita lontano dalla città. Aveva trovato la giusta dimensione insieme ai suoi amati gatti. Il giallo è ancora fittissimo. E rimarrà tale fino a quando non sarà ritrovato almeno il corpo della 54enne. Preso atto che, ormai, dopo due mesi di assenza, è quasi impossibile che la donna sia ancora viva.








