
Torniamo, su richiesta della famiglia interessata, a parlare del pasto negato al bimbo della scuola materna di Pont Canavese. Lo facciamo, come nel caso del primo post, non per denigrare la scuola, il Comune o la famiglia in difficoltà. Ma per aprire un serio dibattito sulla situazione che molte famiglie stanno vivendo. In Canavese come altrove. Senza esprimere giudizi, ribadiamo quella che era la domanda del primo post: è giusto che un'istituzione, in caso di famiglie morose, non conceda il pasto a un bimbo che frequenta la scuola?
I commenti della scorsa settimana si sono divisi tra solidali con la famiglia in difficoltà e sostenitori del Comune che non ha concesso il servizio. Su richiesta della famiglia pubblichiamo anche una loro versione dei fatti, con la dovuta cautela dal momento che, di mezzo, c'è un bimbo in età scolastica. La mamma ci scrive che essendo sola con due figli da mantenere, al momento senza lavoro, per garantire un corretto sostentamento ai bimbi «vado a fare qualsiasi lavoro mi viene dato, ecco perché ho necessità di mandare mio figlio alla mensa. Io le mense le ho sempre pagate quindi se andiamo a parlare di debito è vero che c'è ma si tratta di qualche rata del nido oltretutto privato e non comunale. E' vero che sono stata avvisata ma volevano che saldassi il debito: cosa per me impossibile. Così a mio figlio è stata negata la mensa».
La mamma conferma di aver presentato la domanda di riduzione nello stesso momento in cui ha presentato l'iscrizione alla mensa: «Ho parlato con il sindaco e ho detto che sarei andata in Comune con lui presente a stabilire un accordo di pagamento. Per tutta risposta sono stata inviata dagli assistenti sociali paragonandomi a una mosca bianca perché il problema ce l'ho solo io. Insinuando, oltretutto, di non aver fatto richiesta di riduzione mensa. Visto che io ho la necessità che mio figlio frequenti l'orario completo, ho tolto mio figlio dalla materna di Pont e sono costretta a fargli frequentare la scuola da un'altra parte».
Il quesito, insomma, è ancora più valido di prima: al netto del debito contratto negli anni precedenti, è giusto che un'istituzione pubblica (in questo caso il Comune) decida di non concedere un servizio come quello della mensa a scuola?








