
PONT CANAVESE - Si discute animatamente a Pont Canavese dove il restyling delle panchine e della scalinata dell'allea, tra la scuola e la chiesa parrocchiale, ha scatenato il popolo dei social. Le panchine di cemento sono state ridipinte con colori diversi, così come ogni gradino della scalinata e i pilastrini di fronte alla scuola. Apriti cielo. Sui gruppi di Pont da giorni non si parla d'altro. I favorevoli all'esplosione di colori sono senza dubbio la maggioranza ma non sono mancate feroci critiche all'operato dell'amministrazione comunale. Tanto che il consigliere Stefano Pegoraro è intervenuto per fare chiarezza.
«In questi giorni ho letto tanti commenti e post, alcuni davvero al limite della denuncia alla polizia postale. Non vorrei più perder tempo a giustificare la scelta che abbiamo fatto. Le critiche se costruttive sono a mio avviso sempre utili, molto meno quando cadono nel volgare. Tra le tante cose intelligenti, vorrei rispondere a chi ha chiesto di motivare la scelta di tanto colore. Prendendo spunto dai fiocchi che le celebrità si puntano sui loro abiti durante serate benefiche ho visto che la cosa era fattibile, in quanto diversi colori erano abbinati a nobili cause. Questi fiocchi sono chiamati i nastri della consapevolezza. Così abbiamo deciso che l'idea di colorare le panchine poteva diventare anche un gesto di solidarietà. Ed abbiamo deciso di fare le panchine della consapevolezza».
Il rosso per ricordare le donne vittime di violenze. Il rosa per sostenere le donne che combattono la battaglia contro il cancro al seno. La panchina gialla per sensibilizzare le persone sul delicato argomento dei suicidi. La panchina viola per sostenere chi soffre di alzheimer. La panchina arancione per non dimenticare la fame nel mondo. La panchina blu contro il bullismo. La panchina verde per sensibilizzare le persone di avere cura dell'ambiente in cui viviamo. La panchina bianca per indicare la purezza l'innocenza dei bambini. Su ogni panchina verrà scritta una frase che dia significato alla scelta dei colori usati.
Ma è sulla scalinata che si sono concentrare le critiche visto che i gradini sono stati colorati con i toni dell'arcobaleno per i diritti Lgbt. «Questo arcobaleno tanto odiato che fino a poco tempo fa lo utilizzavate in tanti per dire che sarebbe andato tutto bene. Oggi chissà perché vi da fastidio. Forse per il messaggio di pace e amore che vuole esprimere?», scrive Pegoraro sui social, dove sono spuntati commenti anche su un possibile gay pride a Pont oltre che sull'infelice decisione di colorare la pietra. Diversi gli utenti contrari che hanno bollato l'iniziativa come una «carnevalata». Restano in maggioranza, comunque, coloro i quali hanno apprezzato l'idea: «Finalmente un po' di colore dopo tanto grigiume».












