PONT CANAVESE - Crisi alla Sandretto: 127 posti di lavoro in bilico. I sindacati: «Serve un nuovo imprenditore»
Speranze ridotte al lumicino per salvare la Sandretto di Pont Canavese. 127 lavoratori, adesso, rischiano davvero di trovarsi in mezzo a una strada. E' quanto emerso (tra le altre cose) l'altra sera in municipio dove, grazie alla collaborazione del sindaco Paolo Coppo, sindacati e lavoratori si sono confrontati sulla situazione dell'azienda che produce presse, insieme ai sindaci del territorio e all'assessore regionale Gianna Pentenero. «La proprietà ha annunciato di voler mettere in liquidazione la Sandretto per proseguire il lavoro sulle stampanti 3D altrove - ha detto l'assessore regionale - questa sembrava un'azienda in salute con una proprietà come si deve. I dubbi sono venuti a galla nei mesi successivi all'accordo di due anni fa. Regione ha fatto da garante del marchio che tornerà, in caso di conferma della liquidazione, ai brasiliani della Romi. Dobbiamo prendere atto di quello che è successo e ripartire da qui».
 
Non è facile, ovviamente. «Dobbiamo salvare il salvabile - dice la Pentenero - anche se la richiesta dei ricambi per le presse si è affievolita, bisogna mantenerla viva. Non è semplice ma credo sia l'unica strada percorribile adesso. Pensare a qualche progetto che possa sostituire l'attuale proprietà non è semplice ma è un inizio da percorrere. Ovviamente chiederemo conto alla proprietà di quello che è successo. All'ultimo incontro se la sono presa con i lavoratori. E' inaccettabile. Hanno fantasticato un piano industriale che non era reale. Quando è stato palese era ormai tardi». Il sindaco Coppo ha confermato la vicinanza di tutto il territorio alla vicenda Sandretto (e lo stesso ha fatto il primo cittadino di Sparone, Anna Bonino). La Cgil del Canavese ha annunciato un'iniziativa unitaria, probabilmente ai primi di settembre, per far sentire la voce dei 127 dipendenti prossimi a perdere il lavoro. A settembre, tra l'altro, scadranno anche gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione e i dipendenti devono ancora prendere lo stipendio di maggio. 
 
«Parliamoci chiaro: qui la Sandretto non c'è più. Bisogna trovare qualcun altro che prenda l'azienda. Non c'è altro da fare»,  ha detto lapidario Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom. Non è da escludere l'idea di una cooperativa dei lavoratori per rilevare l'azienda: potrebbe trattarsi, però, di una soluzione inapplicabile per la specificità della Sandretto. «Bisogna cercare qualcuno che ha voglia di riprendere l'azienda e di ricominciare a produrre - aggiunge Fabrizio Bellino della Fiom del Canavese - se pensano di portare via progetti e tutto quanto dallo stabilimento di Pont, sappiano che siamo pronti alle barricate». Si prospetta un autunno caldo.