
PIVERONE - Le grandinate di giovedì 24 e di martedì 29 giugno nel Canavese hanno causato seri danni in particolare all’area di Piverone, dove sono state compromesse le coltivazioni. I chicchi di grandine di dimensioni notevoli hanno rovinato 20 ettari. In queste zone il bilancio è pesante: si è perso il 70% della loro produzione. Gli agricoltori però confidano nel clima favorevole dei giorni a venire in modo che il calore del sole e la poca umidità siano di incentivo alla maturazione del grappolo.
È stato risparmiato il Calusiese, dove la crescita della vite non ne ha risentito; la grandine ha invece causato danni anche a Borgofranco d'Ivrea, dove si trovano i vigneti da cui si produce il Canavese rosso.
Piverone rimane l’area in cui il vento e la grandine hanno colpito più duramente, distruggendo con violenza maggiore le coltivazioni dell’Erbaluce, ma anche i campi di soia, di girasole, di mais e di grano che si trovano nel momento della fioritura, e che a breve verranno trebbiati. Hanno subito lo stesso destino pure i diversi alberi da frutta presenti in questa zona, in particolare pesche e kiwi. Per rimediare ai danni economici gli agricoltori stanno ricorrendo alle polizze, che però non risarciscono mai del tutto il danno subito. Per questo Confagricoltura ha chiesto che vengano studiate nuove forme di intervento per rimediare ai danni provocati da episodi climatici estremi, sempre più presenti in Canavese.








