
Uno shock per tutto il paese. A Pertusio sono giorni di terrore dopo la drammatica rapina messa a segno l'altra notte in via San Firmino, pieno centro del borgo, ai danni di Antonino Presti, 38 anni, e Clara Berta, 35, i titolari della storica «Trattoria Panetteria Berta» (nella foto sotto), uno dei ristoranti più rinomati di tutto il Canavese. Quaranta minuti di sequestro di persona, tra botte, minacce e insulti. «Ci hanno messo delle giacche in testa, poi ci hanno infilato sotto le lenzuola – racconta Presti – uno, che aveva l’accento albanese, faceva delle domande. Se non rispondevamo come volevano ci picchiavano». Secondo il racconto dei due imprenditori, i rapinatori erano almeno quattro. Hanno agito a volto coperto e armati. Parlavano con un accento slavo.
Il dramma è andato avanti fino a quando Presti, accompagnato a forza fino alla cassaforte sotto la minaccia di un’arma, ha trovato la forza di aprirla, dando ai malviventi quello che stavano cercando. «Avevano dei coltelli, probabilmente presi dal ristorante – dice ancora la vittima – mia moglie è andata in crisi e la maltrattavano perché volevano che stesse zitta. Se non altro hanno avuto l’accortezza di chiudere la porta della cameretta, dove c’era mio figlio di dodici anni. Per fortuna non si è accorto di nulla».
Ingente il bottino tra Rolex di valore, gioielli e preziosi vari. L’imprenditore e la moglie erano appena tornati dalla vacanze. Evidentemente i rapinatori hanno seguito i loro movimenti. Nel ristorante non è stato spostato nemmeno un piatto: i malviventi sono andati a colpo sicuro nell’abitazione dei due titolari. Del caso se ne stanno occupando i carabinieri di Cuorgnè.










