
Il sindaco di Pertusio, Antonio Cresto, è stato condannato a due mesi di reclusione per violenza privata e minacce. Si è chiuso così, l'altra mattina a Ivrea, il processo di primo grado che vedeva il primo cittadino opposto a due dipendenti dell'ex Asa. I fatti risalgono al 9 maggio del 2011, in piena campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale. In quell’occasione, secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri di Cuorgnè, il sindaco uscente bloccò in un cortile, con la propria auto, due dipendenti dell’Asa di Castellamonte, l’azienda dei rifiuti, che stavano volantinando in paese.
In quel volantino i lavoratori dell’allora consorzio pubblico chiedevano ai sindaci del territorio di intervenire per risolvere il problema occupazione che di lì a poco si sarebbe venuto a creare. In quei giorni, tra l’altro, il clima si era fatto bollente anche a causa di una serie di scioperi del personale dell’azienda e al conseguente blocco della raccolta rifiuti, con notevoli disagi per i residenti. «Una sentenza incredibile – commenta a caldo il primo cittadino - sono stato anche minacciato di morte. Ci sono testimoni che possono confermarlo anche se non sono stati chiamati in tribunale».
Antonio Cresto ricorrerà in appello. «Ho agito come pubblico ufficiale in qualità di sindaco – aggiunge – ho ravvisato un’illegalità e sono intervenuto. C’erano i bidoni pieni a causa dello sciopero e i residenti, dopo aver espresso le loro lamentele, mi hanno dato piena ragione. In ogni caso, non mi sono mai permesso di insultare nessuno». Il pm aveva chiesto per il sindaco di Pertusio una condanna a quattro mesi.








