
PERTUSIO - Dalle bombe di Kharkiv, in Ucraina, alla salvezza in Canavese sempre più solidale. Ancora una volta il nostro territorio ha saputo mostrare il suo volto migliore, quello umano dell’accoglienza. Finalmente sono al sicuro a Pertusio, Mariia e Lidiia. E’ un ritorno alla vita quello fatto dalle due donne ucraine, che dopo ripetuti tentativi sono riuscite a fuggire da Kharkiv, assediata dall’esercito russo.
Con negli occhi la devastazione dei palazzi sventrati della loro città, Mariia e Lidiia sono state protagoniste di un viaggio della speranza complicato che si è concluso con l’arrivo nei giorni scorsi nella nostra terra dopo passaggi non semplici. Fortunatamente, le due ucraine sono sempre rimaste in contatto con Angela Babich, che vive in Sardegna e si è da subito attivata per dare supporto a molti suoi connazionali.
Fondamentale anche la collaborazione e la «triangolazione» con l’ex sindaco di Cuorgnè Beppe Pezzetto e un dirigente di Stellantis, Gabriele Vigo, che ha poi messo a disposizione la sua casa in Canavese per ospitare le due donne. Sabato 12 marzo 2022, Pertusio, con il suo sindaco, Antonio Damini, e il vice, Antonio Cresto, ha voluto portare il saluto e l’abbraccio della comunità alle due profughe. All’incontro hanno partecipato anche l’assessore Luciano Negro Frer e l’imprenditore, Giovanni Bianchetta, che si è subito detto disponibile a supportare eventuali esigenze che potrebbero sorgere da questa esperienza di accoglienza.
E’ stato un momento commovente in cui Mariia e Lidiia, anche grazie alla traduzione simultanea della dottoressa Babich collegata telefonicamente, hanno ringraziato per l’accoglienza e come prima cosa, gesto che ha emozionato i presenti, hanno chiesto di poter mettersi a disposizione e al servizio della comunità che le ha accolte. Nel salutare il giovane primo cittadino Damini hanno ricordato i loro figli e nipoti che sono rimasti a combattere in Ucraina. «Adesso faremo in modo che possano sentirsi parte della nostra Pertusio» hanno ribadito Damini e Cresto a conclusione dell’incontro.








