
VISTRORIO - Si terrà il 2 luglio in tribunale a Ivrea l'udienza preliminare per l'omicidio di Vistrorio, andato in scena il 20 luglio 2019. Vittima Roberto Moschini, il 57enne ucciso davanti a casa da Alberto Diatto, un 60enne di Biella in carcere da allora a Cuneo con l'accusa di omicidio. Per il sostituto procuratore di Ivrea, Daniele Iavarone, quella notte Alberto Diatto aveva agito con l'aggravante della premeditazione. L'uomo colpì Moschini con un manico di bastone in metallo al culmine di una lite.
Se il giudice dovesse accogliere la tesi dell'accusa si tratterebbe di uno dei primi casi in cui l'imputato non potrà beneficiare del rito abbreviato. In questo modo finirebbe davanti alla Corte d'Assise senza poter benficiare dello sconto di un terzo della pena per i delitti puniti con l'ergastolo. La legge dell'aprile 2019 (antecedente all'omicidio di Vistrorio) non permette questa soluzione. I legali dell'uomo, se il tribunale di Ivrea dovesse confermare l'accusa, sono pronti a rivolgersi alla Corte Costituzionale sollevando una potenziale illegittimità relativa al divieto di accedere al rito abbreviato. La famiglia Moschini (la sorella Patrizia e il padre Orvinio) si costituiranno parte civile.








