OMICIDIO ROSBOCH - Defilippi non risponde alle domande. L'ex fidanzata: «Volevano far sparire Gloria»

«Sono qui per lottare, non accetto le calunnie che vengono dette sul mio conto». Lo ha detto Caterina Abbattista, questa mattina, nel corso di una dichiarazione spontanea nell'ambito del processo a suo carico per concorso nell'omicidio della professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte. La Abbattista ha preso la parola dopo l'interrogatorio dell'ex compagno Valerio Miot. Gabriele Defilippi, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Il silenzio di Gabriele conferma l'innocenza della madre. Lui sa benissimo che Caterina Abbattista non ha alcuna responsabilità», commenta all'uscita dal palazzo di giustizia l'avvocato Gian Paolo Zancan che, insieme al collega Tommaso Levi, difende la donna.

Ma oggi è stato soprattutto il giorno di Sofia Sabhou (nella foto durante un'intervista a Pomeriggio Cinque), la 22enne di Scarmagno, ex fidanzata di Gabriele Defilippi, sentita come testimone. «Gabriele mi disse che la mamma e Roberto Obert lo pressavano per far sparire quella persona che voleva indietro i soldi» ha detto più volte la ragazza che ha anche ribadito di non aver creduto a quelle parole, pronunciate ai primi di gennaio del 2016, pochi giorni prima della scomparsa della professoressa.

«La persona che voleva indietro i soldi» era proprio Gloria Rosboch che, nel frattempo, aveva chiesto, tramite un legale, la restituzione dei 187 mila euro che nell'ottobre 2014 aveva consegnato a Gabriele Defilippi. «Soldi che Gabriele non aveva più perchè aveva già speso», ha sottolineato la 22enne rispondendo alle domande del procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando.

Si tornerà in aula martedì prossimo quando saranno sentiti alcuni testimoni della parte civile.