OMICIDIO RIVAROLO - Pomatto giustiziato dal killer che voleva rubargli i soldi falsi
Una rapina. Ma di soldi falsi. E' su questo movente che sembrano indirizzate le indagini della procura di Ivrea dopo l'arresto di Mario Perri, 55 anni (nella foto), l'uomo di Rivarolo Canavese che, secondo gli accertamenti dei carabinieri, ha ucciso il felettese Pierpaolo Pomatto. Il cadavere dell'uomo è stato ritrovato il 19 gennaio a Vesignano, in aperta campagna. I due sarebbero arrivati dietro la «Gribaldi e Salvia», storica azienda di Rivarolo, con l'auto di Pomatto. Poi il killer ha premuto il grilletto per rubare a Pomatto quelle banconote che aveva in tasca. Tutte banconote fac-simile da 50 euro. Quando si è accorto del falso, le ha gettate sul corpo del felettese, ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Poi è risalito sulla Focus di Pomatto e l'ha parcheggiata vicino al Pam di Rivarolo.
 
Perri ha fornito al Gip del tribunale di Ivrea, Stefania Cugge, un alibi falso secondo gli accertamenti dei carabinieri. Per questo l'arresto è stato convalidato. La sua versione dei fatti non coincide con quanto hanno scoperto i militari dell'Arma. Ovviamente Perri, già pregiudicato per diversi reati, ha respinto ogni addebito professandosi innocente. Tra qualche settimana arriveranno i riscontri delle analisi effettuate dai Ris di Parma sulle banconote false e sull'auto di Pomatto. Dovessero esserci le impronte di Perri, sarà durissima negare il suo coinvolgimento nell'omicidio del felettese.
 
Pomatto e Perri, comunque, si conoscevano da molto tempo. Forse sono anche stati soci in qualche affare. Cosa abbia scatenato il raptus del killer è ancora un mistero. In fondo bastava pochissimo per rendersi conto che quelle banconote erano false. A quanto pare l'assassino lo ha scoperto solo dopo aver sparato, quando non era più possibile rimediare all'errore.