OMICIDIO RIVAROLO - Pomatto è stato giustiziato dal killer intorno alle 22 di lunedì
Pierpaolo Pomatto, il 66enne di Feletto trovato morto martedì mattina a Vesignano di Rivarolo Canavese, è stato ucciso dal killer intorno alle 22 di lunedì. Al massimo alle 22.30. E' una delle conclusioni alle quali è arrivato il medico legale dell'Asl To4, Mario Apostol, al termine dell'autopsia che è stata effettuata ieri all'ospedale di Cuorgnè. Il colpo di pistola che ha ucciso il felettese, come ipotizzato già dopo il ritrovamento del cadavere, è entrato dalla nuca ed è usciuto dal collo dell'uomo. Segno che il colpo è stato sparato dall’alto verso il basso. Proprio da questi elementi si ritiene probabile che Pomatto, giunto a Vesignano in auto e in compagnia dei suoi aguzzini, sia stato obbligato ad inginocchiarsi.
 
Il bossolo non è stato ritrovato: il killer, dopo aver giustiziato Pomatto, ha avuto l'accortezza di raccogliere il proiettile per non dare ulteriori indizi ai carabinieri.  Su due fronti si stanno concentrando le analisi scientifiche dei militari dell'Arma. Il telefono di Pomatto potrebbe aver suonato poco prima dell'appuntamento che l'assassino (o gli assassini) ha dato al felettese poco distante dal parcheggio del Pam. Una telefonata determinante per convincere il 66enne ad andare a Rivarolo. E poi ci sono le impronte digitali sui soldi falsi che sono stati gettati sopra il cadavere di Pomatto. Forse, su quelle banconote farlocche, c'è anche l'impronta dell'assassino.
 
Restano in piedi, per il momento, tutte le ipotesi. Compresa quella dello spaccio di droga. Non è escluso che l'uomo sia stato ammazzato proprio per lavare l’onta di uno sgarro subito da qualche boss della zona che, da anni, gestisce il traffico di stupefacenti nella zona del rivaroles. Uno sgarro che si è concretizzato in una partita di cocaina non pagata o, peggio, pagata con denaro falso.