OMICIDIO DI VISTRORIO - Uccise l'amico dopo una lite: ora rischia di non poter chiedere lo sconto della pena

VISTRORIO - La procura di Ivrea ha chiuso le indagini sull'omicidio di Roberto Moschini (a sinistra nella foto), il 57enne ucciso il 20 luglio 2019 a Vistrorio, davanti a casa, da Alberto Diatto, un 60enne di Biella in carcere da allora con l'accusa di omicidio premeditato (link sotto). Un caso che, indirettamente, rischia di fare giurisprudenza.

Diatto, infatti, con questa accusa, non può chiedere il rito abbreviato: una legge dell'aprile 2019 (antecedente all'omicidio di Vistrorio) non permette questa soluzione per delitti che prevedono l'ergastolo. E senza rito abbreviato non è possibile beneficiare dello sconto di un terzo della pena. 

I legali dell'uomo, che ha ucciso Moschini con un punteruolo al culmine di un litigio, se il Gip del tribunale di Ivrea dovesse confermare l'accusa, sono pronti a rivolgersi alla Corte Costituzionale sollevando una potenziale illegittimità relativa al divieto di accedere al rito abbreviato.