OMICIDIO DI VISTRORIO - Diatto è «capace di intendere e volere». Martedì attesa la sentenza

VISTRORIO - Martedì 2 febbraio, al tribunale di Ivrea, è attesa la sentenza del processo per omicidio che vede imputato Alberto Diatto, 61 anni, l'infermiere di Biella accusato di aver ucciso a Vistrorio, nella notte tra il 19 e il 20 luglio 2019, Roberto Moschini, 57 anni.

La perizia ordinata dal tribunale ha stabilito che Diatto è «capace di intendere e volere» anche se presenta «un disturbo grave della personalità con tratti borderline, narcisistico e anti sociale». Gli esiti della perizia sono stati presentati in aula, la scorsa settimana, al Gramsci di Ivrea dove si svolgono le udienze del processo.

Secondo la perizia il disturbo della personalità non avrebbe avuto rilevanza nel tragico episodio di Vistrorio. Martedì l'udienza inizierà con la requisitoria dell'accusa, a cui seguirà l'intervento dei legali della difesa e della parte civile. Poi arriverà la sentenza di primo grado della corte d'Assise presieduta dal giudice Vincenzo Bevilacqua.