
SAN GIORGIO CANAVESE - Due anni di riduzione della pena per evitare il processo d'appello. Dovrà quindi scontare 16 anni di carcere Giuseppe Laforé (nella foto), il 27enne di origini sinti residente a Romano Canavese, accusato di avere ucciso a colpi di pistola, a San Giorgio, il padre della fidanzata, Laurent Radici, 44 anni. La decisione è stata ratificata oggi dalla Corte d'assise di Torino.
L'omicidio risale al gennaio 2019. In carcere, il ragazzo ha preso un diploma e ha lavorato, utilizzando lo stipendio per indennizzare la parte civile. In primo grado era stato condannato a diciotto anni con il rito abbreviato.
Dopo l'omicidio, Laforè era fuggito cercando riparo in ambienti sinti. Si era poi costituito dai carabinieri della compagnia Oltredora a Torino una settimana dopo il delitto. Determinanti per le indagini erano stati i riscontri emersi dall’attività condotta dagli agenti del commissariato di Ivrea oltre alle immagini acquisite dai carabinieri di alcuni sistemi di videosorveglianza di Montalenghe, Scarmagno, Romano Canavese e Ivrea.
Ciò ha consentito di ricostruire i movimenti eseguiti nei minuti successivi alla sparatoria dal ragazzo a bordo di un'Alfa Romeo Giulietta bianca. Laforè ha successivamente aiutato i carabinieri a recuperare l'arma del delitto, rinvenuta nei boschi tra Montalenghe e Scarmagno. Una pistola «Smith e Wesson» con caricatore a sei colpi.








