
Mario Perri, 56 anni di Rivarolo (nella foto), ha confessato di aver ucciso l'ex panettiere di Feletto, Pierpaolo Pomatto, 66 anni. Lo ha fatto, a sorpresa, in tribunale a Ivrea, davanti al giudice per le indagini preliminari. Il pregiudicato, in carcere dal febbraio scorso, ha ammesso di aver sparato la sera del 18 gennaio 2016 in frazione Vesignano, dove il giorno dopo i carabinieri di Rivarolo hanno ritrovato il cadavere del 66enne. Perri, secondo la sua versione, avrebbe sparato per difendersi dall'aggressione dell'ex panettiere. Lo scorso 10 gennaio la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per il rivarolese, prima ancora della sua confessione.
Perri ha confermato che la sera del delitto incontrò Pomatto. «Ci siamo visti al bar e siamo partiti insieme. Ha detto che voleva acquistare una pistola e voleva che la vedessi io». Poi Perri si sarebbe accorto che l'ex amico era già armato. Così sarebbe riuscito a prendergli la pistola e a convincerlo ad andare fino a Vesignano. Lì avrebbero dovuto chiarire la questione ma Pomatto ha tentato di aggredire l'ex amico. A quel punto Perri ha sparato. Un unico colpo alla nuca che ha ucciso il 66enne di Feletto. Possibile? Si vedrà al processo. Quel che è certo, per legittima difesa o meno, è che Perri ha ammesso di aver sparato a Pomatto.
Crolla così il castello difensivo fin qui costruito dai legali che si sono succeduti nella difesa del pregiudicato rivarolese. La confessione avvalora ulteriormente il lavoro dei carabinieri di Rivarolo e del nucleo investigativo di Torino che hanno curato le indagini, poi confermate anche dagli accertamenti scientifici dei Ris di Parma. Confermato anche il racconto del collaboratore di giustizia che, due mesi fa, in cella con Perri, aveva raccontato dell'omicidio agli inquirenti.








