OMICIDIO DI GLORIA ROSBOCH - Strangolata, spogliata e gettata nella cisterna: l'ex allievo aveva progettato tutto

Prima di gettarla nella vasca del percolato, alla discarica di Rivara, Gabriele Defilippi e l'amante Roberto Obert, l'hanno persino spogliata. Trascinata sulla strada sterrata per poi gettarla in quel pozzo. I vestiti, invece, li hanno sparsi nei cassonetti dell'immondizia di mezza Torino. Il motivo? Speravano che senza indumenti il corpo si decomponesse più in fretta. Il quadro dell'omicidio di Gloria Rosboch si fa ogni giorno più raccapricciante. Gabriele Defilippi, l'ex allievo 22enne della prof di Castellamonte, aveva calcolato tutto. Ogni minimo dettaglio. Voleva i suoi soldi. Ed è riuscito a intascare i 187 mila euro della Rosboch. E quando lei ha cominciato a insistere chiedendo che le venissero restituiti, ha organizzato l'agguato per ucciderla.

L'aveva convinta, nel 2014, a suon di e-mail sdolcinate, sms mielosi e spiccatamente falsi (col senno di poi). Le aveva promesso un futuro insieme, in costa Azzurra, ad Antibes, dove costruire una nuova vita. Lui promotore finanziario di successo. Lei assistente (perchè, essendo laureata, parlava bene il francese). Un enorme castello di carte al quale la professoressa Rosboch ha creduto senza batter ciglio. Ha dribblato persino le resistenze dei genitori e ha consegnato a Gabriele quei 187 mila euro, frutto di una vita di sacrifici, come operai, all'Olivetti di Agliè e San Bernardo d'Ivrea. 
 
Dopo la denuncia, Gabriele è dovuto passare al piano B. Si è stufato, all'improvviso, di quella prof che aveva persino osato contattare la madre per riavere quei soldi. Così ha convinto l'amante, Roberto Obert, di Forno Canavese, ad aiutarlo nell'assassinio di Gloria. Ha organizzato tutto nei minimi dettagli. Con una freddezza disarmante. Auto e telefono cellulare (con una sim nuova di zecca) intestati all'amante. Un falso incidente stradale alla sua 500 per andare a prendere Gloria, il 13 gennaio, con un'auto non sua. L'incendio della sim del cellulare, il falso alibi confermato in caserma a Torino, quando i carabinieri lo hanno sentito come persona informata sui fatti. 
 
Ha fatto in tempo, il Defilippi, a lamentarsi anche del «linciaggio mediatico» al quale sarebbe stato sottoposto dopo la scomparsa di Gloria Rosboch. Un altro castello di carte, crollato miseramente, venerdì notte, quando i carabinieri hanno spento il suo fare sbruffone mettendolo di fronte alla realtà dei fatti. «Un ragazzo indifferente a tutto» dice di lui il procuratore Giuseppe Ferrando, uno che di delinquenti se ne intende. Domani è prevista la convalida dell'arresto. Per Defilippi, per Obert ma anche per la madre di Gabriele, il cui ruolo in questa vicenda è ancora al vaglio degli inquirenti.