OMICIDIO DI GLORIA ROSBOCH - «Concorso morale nel delitto»: la madre di Gabriele resta in carcere
Pesano come macigni le parole utilizzate dal giudice Elisabetta Chinaglia del tribunale delle libertà di Torino che ha respinto l'istanza di scarcerazione presentata dai legali di Caterina Abbattista, la madre di Gabriele Defilippi, anche lei in carcere (alle Vallette di Torino) per concorso in omicidio. Le motivazioni della decisione sono state depositate oggi pomeriggio. Secondo il giudice la donna deve rimanere dietro le sbarre «perchè dimostra di aver avuto consapevolezza e partecipazione in tutta la fase che costituisce il movente dell'omicidio della professoressa Gloria Rosboch». Secondo il tribunale del riesame, quello della Abbattista nel delitto della povera professoressa di Castellamonte «è un concorso morale». Parole che confermato la tesi da sempre sostenuta dalla procura di Ivrea e dai carabinieri del reparto investigativo di Torino. 
 
Tra l'altro la Abbattista ha sempre sostenuto la sua estraneità all'omicidio ma le celle telefoniche e il racconto del figlioletto rimasto a casa (fratellastro di Gabriele), la incastrano. Le motivazioni del tribunale delle libertà ripercorrono tutti i gravi indizi che i carabinieri hanno raccolto contro la donna. A partire dal dal tenore di vita, sulla carta molto più elevato di quello che, in teoria, la donna potrebbe permettersi con lo stipendio di operatrice socio sanitaria all’ospedale di Ivrea. 
 
Intanto oggi Roberto Obert (detenuto al carcere di Ivrea per l'omicidio della Rosboch) ha fatto sapere, tramite il legale Celere Spaziante, di essere ancora in grado di far ritrovare ai carabinieri la pistola da lui stesso nascosta nei boschi tra Rocca Canavese e Barbania. Ieri le ricerche dei militari dell'Arma, con Obert presente, hanno dato esito negativo. Nei prossimi giorni Obert potrebbe essere di nuovo ascoltato dal procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando, nell'ambito dell'inchiesta. Quello della pistola è uno dei misteri che ancora avvolgono l'omicidio Rosboch, così come la destinazione dei 187 mila euro che l'ex allievo, Gabriele Defilippi, era riuscito a portarle via nell'ottobre del 2014.