
Con l'ausilio delle unità cinofile di Volpiano, l'altro pomeriggio i carabinieri del reparto investigativo di Torino, insieme ai colleghi di Rivara e Ivrea, hanno passato al setaccio la casa di Roberto Obert, a Forno Canavese, l'amante-complice di Gabriele Defilippi nell'omicidio della professoressa Gloria Rosboch. All'interno dell'abitazione non c'erano nè soldi nè la pistola. L’esito negativo è un punto a favore di Obert, difeso dall’avvocato Celere Spaziante, perchè è un'altra smentita alle dichiarazioni che Gabriele Defilippi ha fatto lunedì durante l'interrogatorio in procura a Ivrea.
Defilippi, infatti, davanti al procuratore capo Giuseppe Ferrando, aveva scaricato sull’ex amante molte responsabilità. «Andate a cercare in casa di Obert la pistola e i soldi di Gloria, sono in cantina» avrebbe fatto mettere a verbale il 22enne ex allievo della Rosboch. Nulla di più falso, a quanto pare, dal momento che i carabinieri non hanno trovato nulla. Secondo il racconto di Obert, Defilippi gli avrebbe affidato l’arma dopo il delitto dicendo di farla sparire. E lui, sempre secondo il racconto, avrebbe ottemperato nascondendola nei boschi tra Barbania e Rocca Canavese. Dove, va detto, le ricerche delle scorse settimane, anche in presenza dell'arrestato, hanno dato esito negativo.
Il 31 marzo Defilippi sarà nuovamente sentito da Ferrando in procura a Ivrea. Poi, entro la metà di aprile, visto che le versione dei due non collimano, saranno entrambi protagonisti di un faccia a faccia alla presenza del procuratore capo e dei carabinieri.








