OMICIDIO DI CASTELLAMONTE - La mamma di Gabriele in procura
Oggi è il giorno di Caterina Abbattista, la mamma di Gabriele Defilippi, anche lei in carcere per l'omicidio della professoressa Gloria Rosboch. Il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, la sta ascoltando nel proprio ufficio insieme ai carabinieri che hanno indagato sul caso. Caterina Abbattista, 49 anni, ex operatrice sanitaria del reparto di pediatria a Castellamonte e Ivrea, è in carcere alle Vallette con l'accusa di concorso in omicidio. Si è tradita da sola, nel corso degli interrogatori del mese scorso, mentendo agli investigatori. Si è sempre dichiarata estranea all'omicidio della professoressa Rosboch. In un primo momento si era detta estranea anche alla truffa da 187 mila euro, messa a segno ai danni della prof proprio dal figlio Gabriele. 
 
Ad incastrarla sms, telefonate e spostamenti registrati dal suo telefono cellulare. Compreso uno spostamento molto sospetto il giorno dell'omicidio: una cella telefonica aggancia il suo cellulare a Montalenghe anche se, a suo dire, quel giorno non si mosse dal reparto di pediatria dell'ospedale di Ivrea. Gli investigatori non le credono; sono convinti che la Abbattista abbia avuto un ruolo nell'omicidio della professoressa Rosboch. Lei ha sempre negato, difendendo fino all'ultimo il figlio Gabriele. «Un racconto inverosimile» l'ha bollato il gip Stefania Cugge quando ha convalidato il suo arresto. E dello stesso avviso sono stati i giudici del tribunale dei riesame che, qualche settimana dopo, hanno risposto negativamente all'istanza di scarcerazione presentata dai suoi legali.
 
La speranza, per gli investigatori, è che Caterina Abbattista faccia luce su alcuni punti oscuri della vicenda. A partire proprio dal suo eventuale coinvolgimento, del quale gli inquirenti sono assolutamente convinti.