OMICIDIO DI CASTELLAMONTE - I carabinieri hanno interrogato il fratellino di Gabriele Defilippi
Ieri mattina, a sorpresa, gli investigatori che stanno indagando sull'omicidio della professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte hanno nuovamente interrogato il fratellastro di Gabriele Defilippi, 13 anni. L'interrogatorio è avvenuto in una caserma dei carabinieri di Torino. Nel tentativo (riuscito) di non mettere in difficoltà il ragazzino, luogo e ora sono stati tenuti segreti fino all'ultimo. Per il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, le parole del fratellastro di Gabriele potrebbero essere determinanti. Specie per quanto riguarda la posizione della madre, Caterina Abbattista, 45 anni ex operatrice dell'ospedale di Ivrea, anche lei in carcere per concorso in omicidio dallo scorso 19 febbraio. Per gli inquirenti ha avuto un ruolo nel piano diabolico messo in atto dal figlio Gabriele Defilippi e dall'amante complice Roberto Obert. 
 
Il verbale dell'interrogatorio di ieri, come da prassi, è stato secretato. Il tredicenne, il giorno dell'omicidio, avrebbe telefonato più volte alla mamma e al fratello perchè rimasto solo in casa (a Gassino). Nessuno gli ha mai risposto. Circostanza anomala, specie per quel che riguarda la madre che, quel giorno, dice di non aver mai lasciato l'ospedale di Ivrea e di essere sempre rimasta al lavoro. Perchè non ha risposto alle chiamate del figlioletto? Mistero. E perchè il suo telefono cellulare è stato agganciato, nel pomeriggio, alla cella telefonica di Montalenghe? Altro mistero al quale la Abbattista non ha saputo dare una risposta concreta. 
 
Il fratello di Defilippi ha anche raccontato agli investigatori che Gabriele, in un paio di occasioni, lo aveva minacciato di morte puntandogli contro una pistola (probabilmente vera) perchè aveva visto una borsa con del denaro falso. Lo stesso che Obert avrebbe poi bruciato dopo l'omicidio della professoressa Rosboch. E ancora: il tredicenne ha rivelato agli inquirenti di aver visto il fratello e la madre dare fuoco ad altre banconote (forse vere) che potrebbero essere i rimasugli dei 187 mila euro che Gabriele aveva rubato, con un'abile truffa, alla povera professoressa di Castellamonte, un anno prima dell'omicidio. Se il tredicenne, ieri, ha confermato queste versioni, la posizione della madre potrebbe ulteriormente aggravarsi.
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