OMICIDIO DI CASTELLAMONTE - «Gabriele doveva far sparire Gloria»: il fratellastro inguaia il killer della Rosboch

«Gabriele dormiva spesso con la pistola sotto il cuscino. Mi disse che doveva far sparire Gloria». Si aggrava ulteriormente la posizione di Gabriele Defilippi, 22 anni, accusato dell'omicidio della professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte. Il fratellastro tredicenne, ieri ascoltato in procura a Ivrea, ha confermato la versione già fornita ai carabinieri nel corso dei precedenti interrogatori. Puntando il dito contro Gabriele e il compagno-amante Roberto Obert. Il ragazzino avrebbe confermato di aver visto il fratellastro consegnare a Obert i soldi frutto della truffa ai danni della Rosboch (o, almeno, una parte di essi). Dentro a un borsone c'era anche la pistola.

Il tredicenne ha alleggerito, invece, la posizione della madre, Caterina Abbattista, ex operatrice sanitaria degli ospedali di Ivrea e Castellamonte. La donna era a conoscenza del raggiro ai danni della Rosboch ma non sapeva dell'omicidio. Dietro a uno specchio, nel corso dell'incidente probatorio, c'erano il procuratore Giuseppe Ferrando, i due indagati Defilippi e Abbattista, assistiti dai loro legali e gli avvocati degli altri protagonisti della tragica vicenda, i difensori di Roberto Obert ed Efisia Rossignoli. Il tredicenne avrebbe aggravato la posizione della Rossignoli, residente a San Giorgio Canavese, in relazione alla possibile cessione di droga a Gabriele.

Matteo Crognardi ed Erika Gilardino, difensori della Abbattista, presenteranno l’istanza di scarcerazione: la donna è in carcere, alle Vallette, come il figlio e l'amante-complice Obert (detenuto, però, in una cella del carcere di Ivrea). La procura sta attendendo i risultati delle analisi affidate dai carabinieri del Ris di Parma e le mappe sulle posizioni dei telefoni cellulari degli indagati il 13 gennaio. A tabulati acquisiti, sarà interrogata Efisia Rossignoli.