
Probabile colpo di scena nelle indagini sull'omicidio di Gloria Rosboch, la professoressa di Castellamonte uccisa lo scorso 13 gennaio dall'ex allievo Gabriele Defilippi (22 anni) e dal complice-amante Roberto Obert (54). In carcere per concorso in omicidio, dal 19 febbraio, c'è anche la mamma di Gabriele, Caterina Abbattista, 49 anni, ex infermiera degli ospedali di Castellamonte e Ivrea. A incastrarla il suo telefono cellulare che la sera dell'omicidio la collocava, poco dopo le 19, in zona Montalenghe quando, invece, avrebbe dovuto essere al lavoro all'ospedale di Ivrea.
Il perito nominato dalla difesa, che sta esaminando i tabulati del cellulare, avrebbe confermato la connessione all'antenna dati di Montalenghe, circostanza che sarebbe stata possibile anche se la donna fosse rimasta all'ospedale di Ivrea. Di fatto, quella connessione dati non proverebbe uno spostamento della Abbattista dal luogo di lavoro il giorno dell'omicidio. Dato fondamentale che ha convinto gli inquirenti di un suo possibile coinvolgimento attivo nell'omicidio della professoressa Rosboch (magari per far sparire i vestiti della donna).
Se quindi Caterina Abbattista non si è mossa dall'ospedale di Ivrea il 13 gennaio (o, almeno, non c'è una prova inconfutabile), può cambiare la sua posizione? Secondo i legali, che hanno presentato l'ennesima istanza di scarcerazione, assolutamente si. La Abbattista si è sempre detta estranea all'omicidio premeditato dal figlio e non ha mai saputo spiegare perchè il suo telefono ha agganciato la cella di Montalenghe alle 19.19. Il perito avrebbe scoperto che il traffico dati dalla cella in questione, per motivi tecnici, si era già verificato altre volte, sempre con la Abbattista al lavoro all'ospedale di Ivrea.
Per ora la mamma di Gabriele è ancora detenuta al carcere torinese delle Vallette. Forse la settimana prossima arriverà la risposta all'istanza di scarcerazione. Negli stessi giorni, alla procura di Ivrea, dovrebbero arrivare gli esiti della perizia sul telefono cellulare della donna effettuati dai carabinieri del Ros. Le indagini a carico della mamma di Gabriele, al momento, non si avvalgono solo dei riscontri legati al telefono cellulare ma si basano anche sulle dichiarazioni rese dal fratellastro del killer della Rosboch e dell'ex fidanzata. Entrambi hanno confermato che la madre era a conoscenza dei piani del figlio.








