ODISSEA SULLA CANAVESANA - Si rompono due treni: pendolari a piedi. Tre ore per arrivare al capolinea
Se non fosse la (triste) ripetizione dei guasti e dei disagi patiti già nei mesi scorsi, si potrebbe anche dire che, quella di ieri, è stata una giornata particolarmente sfortunata per la ferrovia Canavesana. Purtroppo il doppio guasto che ha costretto i pendolari a ritardi nell'ordine di qualche ora per arrivare a destinazione sembra l'emblema di un'azienda, la Gtt (che gestisce la tratta), alle prese con problemi decisamente più gravi di quelli della ferrovia del Canavese. Problemi che, ovviamente, finiscono col mettere a repentaglio i servizi. Ne sanno qualcosa gli utenti che, ieri mattina, sono saliti speranzosi sul treno in partenza alle 8.19 dalla stazione di Rivarolo Canavese.
 
Treno che, a causa di un guasto tecnico, non è nemmeno riuscito ad uscire dalla stazione. Il personale Gtt ha quindi riattivato uno degli Etr arancioni (quelli che hanno dato sempre notevoli problemi negli ultimi anni) come vettura "muletto". Talmente muletto che alla stazione di Settimo Torinese anche il secondo treno ha dovuto alzare bandiera bianca: freni bloccati in una carrozza, surriscaldamento del carrello e puzza di bruciato nei vagoni. Risultato: passeggeri fatti scendere e caricati su un convoglio di Trenitalia che li ha portati almeno a Torino. Due ore di viaggio. Tre per arrivare al capolinea di Chieri. Record assoluto, in negativo s'intende.