MOTORI - Il tribunale chiude Lombardore: scatta il ricorso
E' stato presentato nei giorni scorsi, dai proprietari dell'Autodromo di Lombardore, la Motors Park, il ricorso in appello contro la sentenza che limita tutte le attività di tipo motoristico all'interno dell'impianto. La sentenza è stata ritenuta iniqua in quanto vengono fatti valere i diritti dei residenti di quattro case situate in prossimità del circuito e non l'interesse pubblico degli appassionati di motori. Ma non si tratta solo di passione e divertimento: c'è di mezzo anche di sicurezza stradale. Lo dimostra l'incremento di incidenti registrati nelle ultime settimane sul territorio e che hanno visto come protagonisti molti motociclisti. 
 
A Lombardore, infatti, (unico impianto del Canavese in funzione) a fronte del pagamento di una cifra contenuta, nell'ordine dei 15/18 euro si poteva entrare in circuito con la propria macchina o con la propria moto compiendo giri veloci in tutta sicurezza. Uno sfogo per appassionati utile anche ad acquisire nozioni importanti su come gestire il proprio mezzo in caso di emergenza. Per il momento non sarà più così. C'è anche il rischio che altri posti di lavoro vadano in fumo con questo provvedimento è alto, e di certo il contraccolpo di questa situazione lo avvertiranno anche le aziende che da anni lavorano sull'indotto del circuito.
 
Alla base della sentenza contro la quale i proprietari dell'impianto hanno presentato il ricorso, un annoso problema: quello del rumore. Lo sforamento dei limiti acustici già in passato aveva portato a tante contromisure. Riduzione degli orari di apertura, tassativa applicazione di silenziatori alle moto ed alle macchine. Insomma, nonostante la buona volontà, non si è arrivati ad una soluzione. Saranno ancora le aule di un tribunale a dire se l'autodromo di Lombardore potrà coabitare con i residenti della zona.