
Un curioso rilievo oblungo tra la pianura e le Prealpi canavesane, impreziosito e simboleggiato dalla medioevale Torre Cives: è la Riserva naturale dei Monti Pelati, nel territorio dei Comuni di Baldissero Canavese, Vidracco e Castellamonte. La sua superficie di 146 ettari prevalentemente brulla contrasta con il verde rigoglioso che la circonda, soprattutto per le calde colorazioni delle rocce e degli affioramenti di minerali, che a tratti evocano paesaggi western. La quota modesta, il dislivello e l’estensione alla portata di tutti fanno della Riserva una facile meta escursionistica, esplorabile in giornata.
Gli accessi principali sono distribuiti sui quattro punti cardinali, il che consente di raggiungere agevolmente il panoramico itinerario di cresta, con la possibilità di seguire percorsi di differente impegno, incluso un “anello” che attraversa il parco. Non vi sono difficoltà di orientamento, ma è utile predisporre un minimo di segnaletica. Il Servizio Aree protette della Città Metropolitana di Torino è intervenuto insieme all’associazione Pro Natura, sostituendo la precedente segnaletica, realizzata con intarsi verniciati su supporti lignei, ormai illeggibile e non idonea.
Le nuove tabelle sono state realizzate secondo gli standard del CAI, recepiti dalla normativa regionale. Vanno ad aggiungersi alla cartografia riportata sulle bacheche presenti nei punti strategici, a loro volta risistemate in alcuni casi su nuovi pali o comunque su supporti restaurati. Sono anche stati collocati nuovi picchetti segnavia, che confermano agli escursionisti la correttezza dell’itinerario che stanno seguendo, soprattutto nelle poche zone umide, in cui la vegetazione potrebbe generare qualche incertezza, occultando le tracce meno marcate.
La segnalazione dei sentieri non può essere disgiunta dalla manutenzione, che ha comportato la decespugliazione e sramatura della vegetazione invasiva, soprattutto nei punti di accesso alla Riserva. Sono stati realizzati interventi di prevenzione e contenimento dell’erosione provocata dalle piogge intense, sono state ripristinate le canaline di drenaggio, riempite alcune cunette pericolose e realizzati piccoli gradini in pietra nei tratti più scoscesi, soprattutto nella ripida discesa che dalla Torre Cives conduce all’itinerario di cresta. Con alcuni interventi di ingegneria naturalistica sono stati consolidati accumuli di materiale incoerente prodotti in passato dagli scarti dell’attività estrattiva condotta nell’area.












