
Tutto troppo facile. Diciassette minuti scarsi. Tanti ne sono bastati all’Olanda per chiudere i conti con il Brasile padrone di casa nella “finalina” per il terzo e quarto posto del mondiale di calcio. Diciassette minuti di partita. I restanti 73 (+ recuperi) di assoluta accademia. Gli orange chiudono meritatamente al terzo posto. Al Brasile non riesce nemmeno il mini-riscatto che l’intera nazione chiedeva agli uomini di Felipao Scolari, dopo l’incredibile scoppola rimediata in semifinale con la Germania. Nulla, delusione totale. Se non altro resta la soddisfazione di aver “limitato” il passivo… e dopo le sette pappine incassate nella partita precedente, non è che ci volesse poi molto.
Al primo minuto il gol taglia-gambe. Van Persie trasforma un calcio di rigore decisamene generoso concesso agli orange dall’inguardabile arbitro algerino. Generoso e per giunta fuori area il fallo che consente alla truppa di Van Gaal di passare in vantaggio senza merito alcuno. Se non altro Robben e soci, preso atto del regalino dagli undici metri (una sorpresa, come se anche gli arbitri, dopo la semifinale, avessero smesso di favorire i padroni di casa…), confezionano venti minuti di buon calcio, andando a legittimare al minuto 17 il vantaggio. Clamorosa amnesia difensiva della nazionale verdeoro, rilancio suicida di David Luiz in mezzo all’area (roba da scuola calcio!), e raddoppio firmato Blind. Fine dei giochi. Eppure anche qui l’Olanda beneficia di una mezza svista arbitrale: l’autore del cross che porta al 2-0, quando parte l’azione, è in fuorigioco di venti centimetri. Pochi per essere visti dal guardalinee. Un peccato veniale che costa ai padroni di casa la conferma di non essere in serata.
Per fortuna l’Olanda non è la Germania. Van Gaal ordina ai suoi la ritirata. Robben e Van Persie non spingono più e il Brasile può sfogare una nervosa quanto inconcludente reazione. Di occasioni da gol manco l’ombra. Cillessen fa bella figura limitandosi, fino al novantesimo, all’ordinaria amministrazione. Per contro, nel secondo tempo, all’unico affondo corrisponde anche il terzo gol dell’Olanda. Segna Wynaldum quando sul cronometro i minuti sono 91 e la partita ha già perso tutto il suo interessa da una buona mezzora (se non di più…).
Finisce con il Brasile nuovamente ricoperto di fischi. Il pubblico non ha apprezzato. In panchina, tra gli ultimi a lasciare lo stadio, anche Neymar. Ecco, il futuro della nazionale verdeoro è affidato a lui. Per ora, causa infortunio, il presente è quantomeno zoppicante. Emblema di una selecao che ha fallito tutti gli obiettivi.
TABELLINO e PAGELLE
BRASILE: J. Cesar 6, Maicon 5.5, Luiz 4,5, Silva 5.5, Maxwell 4.5 - Paulinho 5 (55' Hernanes 5), L. Gustavo 5.5 (46' Fernandinho 5) - Ramires 5.5 (71' Hulk 5) , Oscar 5.5, Willian 5 - Jo 5. All. Scolari 5.5.
OLANDA: Cillessen 6 (92' Vorm sv), De Vrij 6.5, Vlaar 6, Indi 6, Kuyt 6.5, Clasie 7 (89' Veltman sv), Wynaldum 7, Blind 6 (69' Janmaat 6), De Guzman 6.5, Van Persie 6.5, Robben 6.5. All. Van Gaal 6.
ARBITRO: Haimoudi (Alg) 5.
RETI: 2' Van Persie su rigore; 17' Blind; 91' Wynaldum.








