MENINGITE KILLER - Sulla morte di Vittorio le indagini passano all'Istituto Superiore di Sanità
Fa paura la meningite. In Canavese come altrove. Ancor di più oggi, dopo il drammatico contagio che è costato al vita al 25enne di Valperga, Vittorio Bonetto. Oggi dall'ospedale Molinette di Torino, dove il giovane si è spento domenica sera, è arrivata la conferma che i campioni prelevati dai medici per i riscontri clinici sul meningococco, il batterio responsabile della meningite, sono stati inviati a Roma, all'Istituto Superiore di Sanità. Toccherà ai laboratori della capitale stabilire precisamente il ceppo del batterio che è costato la vita al ragazzo. 
 
Le analisi condotte a Torino, l'emocoltura e l'indagine genetica, non sono riuscite ad identificarlo. Ed è un passaggio fondamentale, questo, per capire dove e quando Vittorio ha contratto la malattia. Per ora non si tratta di un meningococco di tipo B e C, i più comuni. Per questo i medici delle Molinette hanno spedito i campioni a Roma all'Istituto Superiore di Sanità. C'è la possibilità che si tratti di una versione del batterio ancora poco nota, probabilmente «fuori standard». «La Regione Piemonte non ritiene necessario modificare l’attuale offerta vaccinale contro le meningiti batteriche, in quanto i casi di meningite meningocococcica che si verificano sono del tutto rari e in diminuzione. L’assessorato alla Sanità ricorda che, allo stato attuale, non sono giustificate situazioni di allarmismo».
 
Tuttavia l'attenzione è molto alta e in diversi ospedali del torinese si è registrato, negli ultimi giorni, un picco delle richieste di vaccinazione. In alcune zone il calendario per le vaccinazioni contro la meningite è pieno fino a marzo, con circa 300 persone in coda. Anche a Cuorgnè moltissime persone hanno chiesto informazioni al pronto soccorso sulle possibilità di contagio in Canavese e sulle campagne di vaccinazioni.