
MAZZE' - «Proprietà privata, di Mensa Giuseppe Cesare». Le scritte sui muri di via Garibaldi a Tonengo di Mazzè diventano un caso giudiziario. Giuseppe Mensa, 55 anni, è infatti accusato di imbrattamento di cose altrui dal pubblico ministero Daniele Iavarone della procura di Ivrea.
La denuncia è di una donna che asserisce di essere la legittima proprietaria di quegli immobili. Di diverso avviso l'autore delle scritte. Tutto nasce da un'eredità: la sorella dell'imputato, infatti, avrebbe dovuto lasciare all'uomo gli immobili e un terreno ma decise invece di passarli ad un'amica, oggi 59enne, che, dopo la denuncia, si è costituita parte civile nel processo. Secondo l'accusa, oltretutto, Mensa le impedirebbe di accedere ad un terreno di sua proprietà.
L'uomo, tra l'altro, è già noto alle cronache: in quelli stessi stabili di via Garibaldi, infatti, nel 1997, uccise il padre a coltellate. Per quell'omicidio è stato condannato a sedici anni di carcere. Pena già scontata.












