
MAZZE' - Jacopo Peretti, 33 anni, originario di Mazzè, è morto a Torino in via Nizza 389, travolto dall’esplosione che ha sventrato un intero piano del palazzo. Vittima innocente di una storia che con lui non aveva nulla a che fare: la folle vendetta di un uomo incapace di accettare un rifiuto.
Dietro l’incendio che ha devastato il condominio non c’è stata una fuga di gas accidentale, come si ipotizzava nelle prime ore. Le indagini hanno portato dritto a Giovanni Zippo, guardia giurata di 40 anni, arrestato con l’accusa di aver provocato l’esplosione. Secondo gli investigatori della squadra mobile, l’uomo avrebbe voluto far saltare in aria l’appartamento della donna con cui aveva avuto una relazione, una donna che lo aveva lasciato e che lui non riusciva ad accettare di perdere.
Approfittando della sua assenza, la proprietaria era infatti in vacanza, Zippo sarebbe entrato più volte in casa nei giorni precedenti, come mostrano le telecamere di sorveglianza. Non avrebbe pianificato di ucciderla: sapeva che non sarebbe rientrata. Ma incendiare la sua abitazione sarebbe stato il modo di vendicarsi.
A pagare è stato Jacopo, che si trovava nello stesso stabile al momento dell’esplosione. Una tragica casualità che gli è costata la vita. I vigili del fuoco hanno scoperto il punto d’innesco tra le macerie, confermando i sospetti. A inchiodare Zippo anche i racconti di colleghi e familiari, oltre al fatto che l’uomo si sarebbe presentato in ospedale con ustioni, salvo poi allontanarsi. Una tragedia che racconta quanto l’ossessione possa trasformarsi in violenza cieca, trascinando nell’abisso anche chi non c’entra nulla.
Ieri, domenica 6 luglio 2025, a Mazzè si è tenuta una messa in suffragio celebrata da don Alberto Calrlevato. Tutto il paese ha manifestato vicinanza alla famiglia per questa tragedia. In chiesa c'era anche la mamma di Jacopo, Marzia Grua.












