
MAZZE' - Si aprirà il 3 marzo 2026, a Torino, il processo per la morte di Jacopo Peretti (nella foto), il 33enne di Mazzè rimasto ucciso nel crollo e nell'incendio di un palazzo in via Nizza 389, avvenuto il 30 giugno 2025. Davanti alla Corte d'Assise comparirà Giovanni Zippo, guardia giurata di 41 anni, a processo per crollo di costruzioni, omicidio volontario aggravato dai futili motivi e lesioni personali nei confronti di sette persone, una delle quali ha riportato ferite gravi con una prognosi superiore ai 40 giorni. Secondo l’accusa, Jacopo Peretti è stata una vittima indiretta di una vicenda mossa dalla gelosia e dal risentimento.
Dalle indagini è emerso che l’uomo avrebbe agito per vendicarsi di una donna con cui aveva avuto una relazione sentimentale. Zippo, sempre secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe aperto il gas metano in un appartamento confinante con quello di Peretti, provocando l’esplosione che ha causato il crollo dell’edificio. Gli investigatori hanno accertato che l’imputato era entrato più volte nell’abitazione durante la settimana, approfittando dell’assenza della proprietaria.
Un primo riscontro alle ipotesi dell’accusa è arrivato dal lavoro dei vigili del fuoco, che tra le macerie hanno individuato il punto d’innesco dell’incendio. A rafforzare il quadro probatorio hanno contribuito anche le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e le testimonianze raccolte, prima tra i colleghi di lavoro di Zippo e poi all’interno della sua stessa famiglia. Agli atti figura anche il fatto che l’uomo presentasse ustioni e si fosse recato in ospedale, allontanandosi però poco dopo. Ora sarà il processo a chiarire responsabilità e dinamica definitiva dei fatti.








