MAPPANO - Botte e insulti alla compagna: operaio condannato

Un anno e otto mesi per maltrattamenti in famiglia. E' la condanna emessa dal tribunale di Ivrea nei confronti di un operaio di Mappano che ha patteggiato la pena al termine del processo di primo grado. Una storia emersa in aula dopo la denuncia dell'ex compagna dell'uomo che per nove anni avrebbe subito minacce di morte, botte e insulti anche davanti ai figli. Una drammatica storia di violenza che è sempre rimasta nell'ambito famigliare, "coperta" dalle mura domestiche. Fino a quando la donna ha trovato la forza di denunciare il suo aguzzino ai carabinieri di Caselle.

La donna aveva iniziato quella relazione del 2003. In pochi mesi le cose sono precipitate. Bastava una piccola cosa fuori posto e l'uomo si lasciava andare alla violenza, accecato da una immotivata gelosia. Dagli insulti, nel giro di qualche tempo, il soggetto è passato anche alle botte. Schiaffi che la donna ha incassato anche davanti alle proprie bambine. "E guai a te se vai in ospedale a farti medicare", le rimarcava l'uomo in preda ai raptus di violenza.

Le botte sono andate avanti ancora per diverso tempo fino a quando, convinta dalle figlie, la donna si è finalmente rivolta ad un centro anti-violenza. Subito dopo, con la donna seguita da un legale e da uno psicologo, è scattata la denuncia dai carabinieri. L'uomo è stato allontanato da casa. Quando ha provato a tornare l'ex compagna ha finalmente trovato il coraggio per chiamare subito il 112. Dopo l'ennesima denuncia è partito il processo che si è concluso l'altra mattina a Ivrea.