LOCANA - Comunità montana: chiusa l'indagine della procura
Dopo un anno e mezzo di accertamenti, la procura di Ivrea ha chiuso le indagini sull'utilizzo dei fondi Ato da parte della Comunità montana Valli Orco e Soana. Sono una ventina gli indagati. L'ipotesi di reato: truffa ai danni dell'ente. Tra loro imprenditori, titolari di aziende e dipendenti amministrativi dell'ormai sciolto ente montano. Ora toccherà alla procura, in base alle risultanze delle indagini, decidere il da farsi. Probabile che ci si avvii verso una richiesta di rinvio a giudizio per buona parte degli indagati. 
 
Sono tutti in qualche modo collegati ai 5 milioni di euro stanziati dalla Comunità montana Valli Orco e Soana per la manutenzione del territorio. Dagli asfalti al verde pubblico, dalla pulizia dei fossi alla segnaletica. Peccato che, quelle opere, le abbiano viste in pochi. E quel che è peggio, secondo le carte, tra il 2008 e il 2011, a beneficiare di quei contributi sono state sempre le stesse imprese. 
 
La procura, nel corso delle indagini, ha sentito decine di persone nel tentativo di dimostrare che la gestione di quei fondi finiva sempre alle stesse persone e che una parte di quei lavori, in realtà, non sono stati nemmeno eseguiti. In alcuni casi gli appalti sono finiti a persone anziane, alcune addirittura ricoverate in case di riposo o portatori di handicap.
 
Intanto, per assegnare l’ultimo milione e mezzo di lavori pubblici, relativi alle opere di manutenzione ordinaria, l’ente montano, dopo lo scandalo dell'inchiesta, ha varato una nuova procedura che prevede il sorteggio pubblico tra le aziende, il controllo diretto dei lavori affidati e una serie di limitazioni per impedire l’assegnazione degli appalti «multipli». Questo per evitare che un’azienda possa ottenere più lavori, lasciando alle altre attività del territorio solo le briciole.