CANAVESE - «Attenzione, quattro uomini di colore tentano di prendere i bimbi davanti alle scuole»: ma è una fake news

CANAVESE - «Attenzione stanno girando davanti alle scuole e agli asili delle macchine sospette. Ieri hanno tentato di rapire un bambino. Per fortuna non ci sono riusciti». Si tratta di un allarmante messaggio (spesso vocale) che, nelle ultime ore, sta circolando sui social e su alcune chat dei genitori. Si tratta di una pericolosa fake news che in queste ore è rimbalzata in diversi paesi del Canavese. Al netto dell'audio allarmistico (e privo di località o indicazioni temporali) nessuna segnalazione simile (di quattro persone di colore sospette) è mai arrivata alle forze dell'ordine.

Sulla vicenda, ad esempio, sono intervenuti il sindaco di Leinì, Luca Torella, e l'assessore alla sicurezza della città, Francesco Faccilongo, per tranquillizzare tutti: «In questi giorni anche a Leini, come in numerosi Comuni del torinese, sta rimbalzando sulle chat dei genitori dei ragazzi e delle ragazze che frequentano le scuole un vocale che mette in guardia circa la presenza di loschi figuri nei pressi degli edifici scolastici pronti a rapire bambini per alimentare il traffico di organi. Si tratta di fake news di pessimo gusto che però hanno creato, giustamente, in alcuni genitori apprensione e preoccupazione. Come hanno fatto i colleghi degli altri centri interessati, abbiamo approfondito la questione con le forze dell’ordine e possiamo ribadire che si tratta di una notizia assolutamente falsa, priva di alcun fondamento e che vuole semplicemente creare allarmismo ingiustificato».

«Per tranquillizzare ulteriormente quei genitori che sono stati scossi da questa comunicazione, abbiamo contattato il comandante della nostra polizia locale e avvisato i carabinieri per evidenziare la situazione, chiedendo, oltre ai normali servizi, di inserire nella loro programmazione ulteriori passaggi in prossimità delle scuole - aggiungono il primo cittadino e l'assessore - nell’augurarci che i responsabili di quella che non può essere definita una semplice bravata, ma un atto grave e irresponsabile, possano essere individuati, rivolgiamo un appello ai genitori: verificare eventuali comunicazioni anonime prima di condividerle, in modo da non fare il gioco degli sciacalli che si divertono nel creare dolore e sofferenza, e nel caso contattare direttamente le forze dell’ordine».