
Costringeva la figlia di appena nove anni a prostituirsi. Una donna di 36 anni, marocchina d'origine, è stata arrestata dai carabinieri, insieme a una connazionale di quattro anni più giovane, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Quest’ultima, secondo le indagini dei militari dell'Arma, gestiva i clienti della sua amica, ma anche dell'altra figlia, appena maggiorenne. Un'indagine complessa partita un anno fa dal fermo di un pensionato di 75 anni di Leini che, allora, ospitava le tre donne: la mamma di 36 anni, la figlia di 18 e quella di nove. Proprio sulla piccola si erano concentrate le attenzioni dell'uomo, fermato in flagranza di reato, grazie all'intuizione di una barista di Leini, mentre induceva la piccola ad atti sessuali a bordo di un furgone.
Da allora le indagini dei carabinieri sono andate avanti e hanno fatto emergere un quadro decisamente torbido. Coordinati dal pubblico ministero del pool delle fasce deboli della procura, Mario Bendoni, i militari sono riusciti a concentrare l'attività d'indagine su quella donna e sull’altra figlia, appena maggiorenne, dal momento che la piccola di nove anni è stata subito affidata a una struttura protetta. E proprio partendo dai comportamenti della piccola che gli investigatori hanno deciso di indagare sulla madre.
I carabinieri del nucleo operativo di Venaria Reale hanno così portato alla luce, con pedinamenti e intercettazioni telefoniche, un quadro disarmante, fatto di prostituzione e decine di clienti. La madre, la figlia diciottenne e l'amica di 32 anni, in realtà, si prostituivano da tempo e gestivano un giro di clienti piuttosto ampio. Gli incontri, quasi sempre, nella zona di Porta Palazzo a Torino, dove le tre trovavano facilmente clienti sia italiani che stranieri. Tariffe da 30 euro a oltre 100 per prestazione. Le due adulte sono state arrestate: il caso scoperto a Leini un anno fa non era un caso isolato. Purtroppo.








