LEINI - Avvicinava i giovani nel parco pubblico: 31enne pedofilo arrestato dai carabinieri

LEINI' - Adescava le sue giovani vittime nel parco pubblico, dopo averle contattate via whatsapp. Arrestato dai carabinieri un pedofilo di 31 anni. L' «orco» abita questa volta in Canavese. Sono scattate le manette per un 31enne operaio fermato e arrestato dai militari dell'Arma di Leinì nei pressi del Parco «Grande Torino». L'uomo era già noto alle forze dell'ordine: qualche anno fa era finito, infatti, nei guai per adescamento.

Il sordido modus operandi del 31enne leinicese era ben definito e preparato nei mini dettagli. Cercava di contattare i giovani via social network o attraverso il cellulare, spesso con dei messaggi via Whatsapp, con i queli dopo aver ottenuto il loro numero di telefono li adescava e ricattava chiedendo prestazioni sessuali in cambio di soldi.

Una vicenda squallida scoperta dai carabinieri intorno a Ferragosto, intervenendo nell'area verde alla periferia del paese per una presunta rissa tra ragazzini. Giunti in via Vittime di Bologna però i militari dell'Arma si trovano davanti uno scenario molto diverso. I giovani stavano inveendo proprio contro l'operaio accusandolo di essere un pedofilo e di chiedere in continuazione il loro cellulare. A smascherarlo sarebbe stato il fratello maggiore di 18 anni di uno dei ragazzini avvicinati dall'orco. «Per 20 euro faccio tutto quello che vuoi, vediamoci al parco» avrebbe scritto il coraggioso 18enne fingendo di accettare le avanche indecenti dell'uomo, che da predatore è diventat preda. La trappola è scattata quando i familiari del fratellino per fortuna si sono accorti che qualcosa non andava guardando i messaggi sul telefonino del giovane. e si è concretizzata al momento dell'arrivo delle Forze dell'Ordine.

Gli uomini dell'Arma hanno fermato immediatamente il canavesano poi portato in caserma per accertamenti. Sullo smartphone sequestrato sono state ritrovate immagini e video pedopornografici, tra i quali alcuni che ritraggono un tagazzo del posto. Ora gli inquirenti stanno controllando in maniera certosina il computer del 31enne, sequestrato dalla sua abitazione. L'obiettivo è capire se l'operaio, ora ai domiciliari senza possibilità di contatti con l'esterno, abbia adescato altri minorenni di Leinì o della zona con l'intento di chiedere e ottenere immagini e filmati osceni.