
Sono di nuovo in sciopero i lavoratori della Olisistem a Settimo Torinese, in gran parte provenienti dall'azienda di Rivarolo che ha chiuso diversi anni fa. «In questo ultimo mese abbiamo assistito all’avanzare dello “spezzatino”, da noi denunciato come pericoloso, voluto da Banca Intesa San Paolo sul riassegnare le proprie commesse - dice Vito Bianchino della Fim-Cisl Torino e Canavese - in assenza di clausola sociale nel settore metalmeccanico abbiamo cercato di dare le più ampie tutele ai lavoratori costretti a dimettersi per essere riassunti e continuare a lavorare sulle nuove società aggiudicatrici di alcune commesse Banca Intesa Sanpaolo. Tra queste alcune hanno evitato di confrontarsi con le organizzazioni sindacali preferendo il confronto con i singoli lavoratori».
Il sindacato aveva auspicato che sull'affitto di ramo di azienda, relativo ad altre parti delle commesse della Banca su cui lavorano 360 persone, la maggioranza a Settimo, ci fosse la tutela più ampia prevista dal codice civile sul mantenimento delle stesse condizioni normative e retributive. «Anche in questo caso ci siamo trovati di fronte ad una volontà dell’azienda interessata a rilevare questo ramo, la Innovaway, di revocare parte della retribuzione ad oltre 150 lavoratori, una riduzione del proprio salario di circa 100 euro netti al mese su retribuzioni già tra le più basse del panorama lavorativo. Questo meccanismo non può passare nel silenzio».
«Ai lavoratori era pervenuta una rassicurazione preventiva di immutate condizioni economiche e normative dai vertici aziendali di Olisistem Start smentite nei fatti dall'azienda subentrante sul ramo in procinto di essere affittato nei prossimi giorni. Non si può accettare che in questo settore gli utili siano fatti riducendo le già magre retribuzioni dei lavoratori».








