
Entro l’estate 2016, saranno 180 i lavoratori assunti da Olisistem ITQ C. Spa nello stabilimento di Settimo Torinese al quale fa riferimento anche il Canavese, grazie a una nuova commessa di lavoro. Con questa operazione verranno raddoppiati i lavoratori della Olisistem che operano nell’area torinese. Non è prevista la riapertura di Rivarolo Canavese, dove l'azienda è stata costretta a chiudere i battenti l'anno scorso con il conseguente trasferimento della forza lavoro a Settimo. Al momento l'azienda conta a livello nazionale circa 1000 dipendenti.
«Il traguardo di una nuova commessa che implementa gli occupati nell’area di Torino, deriva anche dalle buone relazioni sindacali che la FIM-CISL e le sue RSU hanno saputo costruire in questa azienda che si è affacciata sul territorio nel 2013 - fanno sapere dal sindacato - dal 2013, al termine di una complessa trattativa sindacale inserita in un percorso che vedeva Olisistem rilevare i rami aziendali di alcune società operanti in Provincia, la FIM-CISL ottenne una salvaguardia occupazionale e retributiva per i lavoratori di queste aziende che stavano attraversando una profonda crisi. Tra i lavoratori salvaguardati da questo accordo sindacale vi erano anche oltre 150 lavoratori precari che sono stati tutti stabilizzati. Non sono mancati momenti di tensione con l’azienda, ma le modalità di approccio e di confronto non ideologico, ma basate sulla concretezza hanno fatto dello stabilimento torinese un riferimento in cui investire per un progetto di ampliamento delle attività sul nostro territorio».
«La nuova commessa acquisita a inizio anno è un risultato a nostro avviso che valorizza la professionalità dei lavoratori di Olisistem e una gestione sindacale che ha guardato in prospettiva consentendo di creare lavoro e occupazione - dichiarano Claudio Chiarle e Vito Bianchino della segreteria FIM - in questi giorni le selezioni per i nuovi assunti, affidate al Centro per l’impiego di via Bologna, procedono, e molti giovani anche con professionalità elevate stanno inoltrando le richieste di assunzione. E’ una grande soddisfazione per chi, come noi, prova con serietà a fare sindacato, seriamente, dando risposte concrete ai lavoratori più deboli, i precari, ai giovani in cerca di occupazione e ai disoccupati».
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