
IVREA - Pressioni psicologiche messe nero su bianco con una lettera inviata da un detenuto del carcere di Ivrea alla locale procura e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Un 54enne, che si trova nella casa circondariale eporediese per delle truffe e finirà di scontare la pena tra diversi anni, ha denunciato presunte pressioni psicologiche da parte degli agenti di sorveglianza nei suoi confronti e di altri detenuti.
Secondo quanto scritto nella lettera, oggetto di due distinti esposti, il carcere non gli avrebbe fatto arrivare i pacchi di alimenti che i famigliari gli avevano spedito per Natale. All'uomo sarebbe stato poi sequestrato il computer portatile che utilizzava per il suo lavoro da intarsiatore nell'ambito di un progetto interno del carcere e la stessa attività gli sarebbe stata preclusa.
Tra le altre problematiche emerse l'assenza prolungata di acqua calda e di illuminazione nelle celle. Problemi anche strutturali che sono già emersi poche settimane fa dopo il report del garante regionale dei detenuti che ha indicato il carcere di Ivrea tra quelli che necessitano al più presto di interventi urgenti (link sotto). Del caso del 54enne, ora, se ne occuperà il garante comunale.








